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Premessa

Il ritorno progressivo in fabbrica o in ufficio, previsto nella fase 2, deve essere garantito da adeguati livelli di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. È stato redatto a questo scopo il documento tecnico dell’Inail contenente le linee guida per una possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio di coronavirus e delle strategie di prevenzione (scaricabile qui).

Il documento è composto sostanzialmente di due parti:

  • la prima parte riguarda la predisposizione di una metodologia di valutazione integrata del rischio di contagio in occasione di lavoro,
  • la seconda parte concerne le strategie di prevenzione di adottare.

 

Le classi di rischio

Per quanto riguarda la valutazione del rischio vengono prese in considerazioni tre variabili:

  • l’esposizione, ossia la probabilità di venire a contatto con fonti di contagio durante il lavoro,
  • la prossimità, intesa come caratteristica intrinseca di un lavoro tale da non permettere un distanziamento sociale, e
  • l’aggregazione, valutata come tipologia lavorativa che prevede il contatto con soggetti terzi rispetto agli altri dipendenti.

Nella metodologia messa a punto dall’Istituto, ognuna delle variabili sopraddette viene messa in relazione a diversi livelli di rischio e il risultato finale determina l’attribuzione, per ogni attività, delle “classi di rischio per i settori produttivi”, che per l’INAIL «è da considerarsi orientativa per far emergere una consapevolezza integrata dell’attuale scenario di emergenza sanitaria», ma che il Governo potrebbe considerare un parametro di riferimento per il probabile scaglionamento delle riaperture.

 

Le strategie di prevenzione

La seconda parte del documento riprende in buona parte le indicazioni già contenute nel protocollo stipulato dalle parti sociali il 14 marzo, oltre alla necessità di integrare il documento di valutazione dei rischi (DVR) tramite misure organizzative, misure di prevenzione e protezione, misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici.

Tra le misure organizzative si collocano:

  • la gestione degli spazi di lavoro, che vanno rimodulati nell’ottica del distanziamento sociale compatibilmente con la natura dei processi produttivi;
  • l’organizzazione e l’orario di lavoro (si ripropone l’utilizzo del lavoro agile, nei casi in cui sia possibile, e la previsione di orari differenziati che riducano il numero di persone presenti in azienda ed eviti assembramenti in entrata in uscita.

Fra le misure di prevenzione e protezione, si annoverano:

  • misure informative e comunicative;
  • misure igieniche e di sanificazione degli ambienti
  • l’utilizzo di mascherine e Dpi per le vie respiratorie
  • sorveglianza sanitaria e la tutela dei lavoratori fragili. Un tema, quest’ultimo, che conferma la centralità del medico competente nell’identificazione dei soggetti a rischio e nel reinserimento di quelli con pregressa infezione da coronavirus.

Per misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici si intendono l’attivazione delle seguenti procedure:

  • controllo della temperatura corporea sui lavoratori
  • qualora un lavoratore sviluppi sintomi come febbre e tosse: l’obbligo di informare l’ufficio del personale, il quale provvederà al suo isolamento, avvertendo le autorità sanitarie.

E' disponibile la Raccolta delle disposizioni in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e Testo coordinato delle ordinanze di protezione civile, aggiornata al 24 Marzo 2020. Scarica qui il TESTO UNICO COORDINATO COVID-19 del-24-03-2020


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