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E' disponibile il testo aggiornato all'Edizione di Aprile 2022 del D.Lgs. 81/2008 TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO (Testo coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 e con i successivi ulteriori decreti integrativi e correttivi)

Novità in questa versione:

  • Inserita la lettera circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 09/02/1995 ad oggetto “Utilizzo di elementi di impalcato metallico prefabbricato di tipo autorizzato in luogo di elementi di impalcato in legname” citata nella Circolare n. 29/2010 del 27/08/2010;
  • Inserito l’art. 78, commi 2-sexies, 2-septies, 2-octies e 2-novies del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27, riguardante le visite mediche dei lavoratori a tempo determinato e stagionali del settore agricolo e della pesca;
  • Inserito il Decreto Interministeriale del 20/12/2021 di recepimento della direttiva n. 2019/1832/UE della Commissione del 24 ottobre 2019, che modifica l’Allegato VIII;
  • Inserito il Decreto Interministeriale del 27/12/2021 di recepimento della direttiva n. 2019/1833/UE della Commissione del 24 ottobre 2019, che modifica gli allegati XLIV, XLVI e XLVII;
  • Inserita la lettera circolare INL prot. n. 29 del 11/01/2022 ad oggetto “art. 13, D.L. n. 146/2021 conv. da L. n. 215/2021 - obbligo di comunicazione dei lavoratori autonomi occasionali”;
  • Inserita circolare del Ministero della Salute del 16/02/2022 ad oggetto: “invio dati dell’art. 40 e allegato 3B”;
  • Inserita la Circolare n. 1 del 16 febbraio 2022 ad oggetto “ 37, D.Lgs. n. 81/2008 come modificato dal D.L. n. 146/2021 (conv. da L. n. 215/2021) - obblighi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro”;
  • Inserita la Nota INL prot. n. 393 del 01/03/2022 ad oggetto “art. 13, D.L. n. 146/2021 conv. da L. n. 215/2021 - obbligo di comunicazione dei lavoratori autonomi occasionali - integrazione FAQ del 27 gennaio 2022”;
  • Corretto un refuso relativo alla Polvere di silice cristallina respirabile dell’Allegato XLIII;
  • Inserita la Nota informativa di sostituzione della ISO 11228-1:2009 con la UNI ISO 11228-1:2022 Ergonomia - Movimentazione Manuale - Parte 1: Sollevamento, abbassamento e trasporto, in vigore dal 24/03/2022 (Allegato XXXIII).
  • Inserita la Nota per evidenziare che il D.lgs. 27 gennaio 2010, n. 17 (in SO n. 36, relativo alla G.U. 19/02/2010, n. 41) ha disposto (con l'art. 18, comma 1) l'abrogazione del D.P.R. 459/96, fatta salva la residua applicabilità delle disposizioni transitorie di cui all'articolo 11, commi 1 e 3.

SCARICA QUI IL TESTO UNICO 81/08 REV. APRILE 2022

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Pubblicato il D.L.gs. 146/2021 “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili” - Aggiornamento importante in materia di SICUREZZA SUL LAVORO.

Si introduce la previsione di chiusura dell’azienda ovvero della sospensione dell’attività per i casi di seguito indicati:

  • Sospensione attività per Lavoro Nero: quando si verifichi (a seguito di ispezione o segnalazione del lavoratore) si riscontri presenza del 10% (non più 20%) di personale “a nero”. Pagamento oltre alle sanzioni previste di una somma pari a 2.500 Euro fino a cinque lavoratori a nero e 5.000 Euro oltre i cinque.
  • In caso di violazione del provvedimento di sospensione il datore di lavoro è punito con Arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 Euro. In caso di recidiva le sanzioni sono raddoppiate.
  • Per tutta la durata della sospensione vige il divieto di contrattare per la Pubblica Amministrazione.
  • Le funzioni di controllo saranno svolte da Ispettorato del Lavoro/ASL (che potranno anche verificare la corretta assunzione) e Carabinieri.

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La Camera di Commercio di Caserta, per il tramite della sua Azienda Speciale ASIPS, ha istituito un bando che si propone di incentivare l'introduzione di sistemi di certificazione aziendale, in quanto significativi indicatori dei percorsi di crescita e di sviluppo intrapresi dalle imprese del territorio. 

Le istanze possono essere inoltrate dal 30 giugno al 20 luglio 2021 utilizzando - a pena di esclusione - l’apposita modulistica allegata al bando, compilata in ogni sua parte e sottoscritta dal legale rappresentante/titolare, con FIRMA DIGITALE, ai sensi dell’ art. 24 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n° 82, ovvero con firma elettronica avanzata o altra firma elettronica qualificata, in formato.pdf, esclusivamente a mezzo PEC (Posta Elettronica Certificata).

Ai sensi dell'art. 4 del bando, gli interventi finanziabili riguardano le spese relative alla progettazione, implementazione, certificazione e/o adeguamento alle nuove norme dei seguenti sistemi:

  1. UNI EN ISO 9001:2015 (sistema di gestione per la qualità);
  2. UNI EN ISO 14001:2015 (sistema di gestione ambientale);
  3. BS OHSAS 18001:2017 / ISO 45001:2018 (sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro);
  4. Sistema Integrato Qualità, Ambiente e Sicurezza (9001/14001/18001);
  5. UNI EN ISO 27001:2017 (sistema di gestione della sicurezza delle informazioni);
  6. SA8000 (responsabilità sociale);
  7. Qualificazione SOA.

Ai sensi dell'art. 5, l'importo massimo delle spese ammissibili è pari a € 5.000,00 e l'entità del contributo sarà calcolata nella seguente misura:

  • 50% delle spese ammissibili per le imprese con sede legale in Provincia di Caserta;
  • 30% per le imprese aventi sede operativa in Provincia di Caserta.

Gli allegati sono disponibili sul sito

Clicca qui per scaricarli

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In data 6 Aprile 2021, dopo un approfondito confronto (in videoconferenza) tra il Governo e le Parti Socialiche ha portato, nello stesso giorno, alla sottoscrizione  della nuova versione del protocollo condiviso, ora denominato “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro” (correggendo un’inesattezza formale: il nome corretto del nuovo coronavirus è SARS-CoV-2 e non COVID-19, che è invece il nome della malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2), in quanto il protocollo condiviso nella versione del 24 aprile 2020, pur essendo ancora uno strumento di regolazione cardine per le misure anticovid in ambiente di lavoro, era anche uno strumento che cominciava, trascorso più di un anno dalla sua prima stesura, a non essere più in linea con le nuove norme e con le nuove fasi della pandemia.

Era necessaria, dunque, una revisione che ne aggiornasse i contenuti e facilitasse l’applicazione del protocollo negli ambienti di lavoro. Il nuovo documento che “aggiorna e rinnova i precedenti accordi su invito del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della salute, che hanno promosso un nuovo confronto tra le Parti sociali”, in attuazione della misura (art. 1, comma 1, numero 9) del DPCM 11 marzo 2020, che raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

L’obiettivo del nuovo protocollo condiviso per gli ambienti di lavoro

Il “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro”, come abbiamo ricordato in premessa, tiene conto delle misure di contrasto e di contenimento della diffusione del SARS-CoV-2 già contenute nei Protocolli condivisi sottoscritti il 14 marzo e il 24 aprile 2020 e le aggiorna “tenuto conto dei vari provvedimenti adottati dal Governo e, da ultimo, del DPCM 2 marzo 2021, nonché di quanto emanato dal Ministero della salute”. E “a tal fine, contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, ovverosia Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro”.

Il Protocollo ha l’obiettivo di “fornire indicazioni operative aggiornate, finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19”.

E conferma, come già indicato nelle precedenti versioni del protocollo, che il virus SARS-CoV-2 “rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione”. Il protocollo contiene, quindi, misure che “seguono la logica della precauzione e seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria”

Protocollo condiviso: l’aggiornamento delle indicazioni normative

Come nelle precedenti versioni si ricordano le principali indicazioni normative, finalmente aggiornate.

In particolare si indica, con riferimento al DPCM 2 marzo 2021, che le misure restrittive per le attività di produzione raccomandano:

  • “il massimo utilizzo, ove possibile, della modalità di lavoro agile o da remoto da parte dei datori di lavoro privati, ai sensi dell’articolo 90 (Lavoro agile) del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nonché di quanto previsto dai protocolli 12 e 13 allegati al citato dPCM 2 marzo 2021;
  • che le attività professionali siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • che siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • che siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  • che siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, fermo restando l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie previsti da normativa, protocolli e linee guida vigenti;
  • che siano incentivate le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
  • che sull’intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali rispettino i contenuti del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro, nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le Parti sociali, e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020”.

Protocollo condiviso: dispositivi di protezione, trasferte e riammissione

Il protocollo ritiene inoltre che è “altresì, opportuno:

  • garantire il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza, nonché per quelle non sospese;
  • raccomandare, in particolare per le attività produttive, che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
  • assicurare, fermo restando il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, che negli spazi condivisi vengano indossati i dispositivi di protezione delle vie aeree, fatta salva l’adozione di ulteriori strumenti di protezione individuale già previsti indipendentemente dalla situazione emergenziale;
  • favorire, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali”.

Si conferma poi che “la mancata attuazione del Protocollo, che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”.

Rispetto alle precedenti versioni l’attuale protocollo condiviso riporta diverse novità, anche se per lo più in relazione alla nuova normativa di riferimento e alla riscrittura di alcune misure e indicazioni (ad esempio non si parla più di “ smart working”, ma di “lavoro agile”).

Ad esempio riguardo all’uso dei dispositivi di protezione individuale nel punto 6 del Protocollo condiviso si indica che “in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto, è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore. Tale uso non è necessario nel caso di attività svolte in condizioni di isolamento, in coerenza con quanto previsto dal DPCM 2 marzo 2021”.

Altre novità riguardano poi, a titolo esemplificativo, il punto 8 e le trasferte.

Scompare il riferimento alla sospensione/annullamento e si indica che “è opportuno che il datore di lavoro, in collaborazione con il MC e il RSPP, tenga conto del contesto associato alle diverse tipologie di trasferta previste, anche in riferimento all’andamento epidemiologico delle sedi di destinazione”.

Un’altra novità è nel punto 2 ed è relativa alla riammissione al lavoro dopo il contagio: “i lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico”.

SCARICA QUI IL PROTOCOLLO CONDIVISO 6 APRILE 2021

Fonte: Puntosicuro

NOVITA'

CORSO ONLINE DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE PER RESPONSABILI DELLE MISURE PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DEL VIRUS SARS-CoV-2/COVID-19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO.

Il corso è disciplinato dagli articoli 36, 37 e 266 del Decreto Legislativo 81/08 e successive modifiche integrazioni, correttivo Decreto Legislativo 106/09; ha una durata di 4 ore con svolgimento online (modalità E-learning), presenta un test intermedio e finale dove al superamento dello stesso verrà rilasciato un attestato di formazione.

Il corso è rivolto a tutti i Responsabili addetti al contrasto e al contenimento del virus SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro.

Per maggiori dettagli Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Si rende disponibile la versione del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, aggiornata a Novembre 2020, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con l'inserimento delle ultime norme.

 NOVITA' DELLA VERSIONE “NOVEMBRE 2020”

  • Inseriti gli interpelli n. 1 del 23/01/2020 e n. 2 del 20/02/2020;
  • Inserita la lettera circolare prot. 11056 del 31/03/2020 del Ministero della Salute sulla proroga al 31/07/2020 dei termini previsti dall’art. 40, comma 1;
  • Inserita la lettera circolare del 29/04/2020 prot. 14915 del Ministero della Salute contente indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività.
  • Modificato l’allegato XXXVIII ai sensi del Decreto Interministeriale del 02.05.2020, pubblicato nel sito internet del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in data 13 maggio 2020;
  • Modificati l’art. 242, comma 6, e gli allegati XLII e XLIII, ai sensi del D.Lgs. 1 giugno 2020, n. 44 (pubblicato sulla G.U. 09/06/2020, n. 145, entrato in vigore il 24/06/2020);
  • Modificato l’art. 180, comma 3, ai sensi del Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101 (pubblicato sul S.O. n. 29, alla G.U. 12/08/2020, n. 201, in vigore dal 27/08/2020);
  • Inserito il Decreto 7 agosto 2020 - Abilitazione alla conduzione di generatori di vapore
  • Inserita la circolare n. 13 del 04/09/2020, congiunta tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero della Salute riguardante chiarimenti sulla circolare del 29/04/2020 sui lavoratori fragili e Covid-19.

SCARICA QUI IL PDF

Fonte: Portale Consulenti

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Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34 recante "Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19" (Scaricabile qui) con Avviso di rettifica del 20/05/2020 visualizzabile qui.

Si riportano le principali misure di sostegno alle Imprese relative agli interventi atti a prevenire e ridurre il rischio da contagio nei luoghi di lavoro:

Misure di sostegno alle imprese per la riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro

L’Inail promuoverà interventi straordinari destinati alle imprese, anche individuali, iscritte al RI o all’Albo delle imprese artigiane ed alle imprese sociali per l’acquisto di:

  • a) apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori, compresi i relativi costi di installazione;
  • b) dispositivi elettronici e sensoristica per il distanziamento dei lavoratori;
  • c) apparecchiature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori rispetto agli utenti esterni e rispetto agli addetti di aziende terze fornitrici di beni e servizi;
  • d) dispositivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro; sistemi e strumentazione per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro utili a rilevare gli indicatori di un possibile stato di contagio;
  • e) dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale.

L’importo massimo concedibile è pari a 15.000 euro per le imprese fino a 9 dipendenti, 50.000 euro per le imprese da 10 a 50 dipendenti, 100.000 euro per le imprese con più di 50 dipendenti.

Gli interventi sono incompatibili con gli altri benefici, anche di natura fiscale, aventi ad oggetto i medesimi costi ammissibili. È revocato il bando di finanziamento ISI 2019. L’attuazione di quanto sopra avverrà con Bando di Invitalia.

Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Credito d’imposta ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico (bar, ristoranti, alberghi, ecc.) ed agli Enti non commerciali, pari all’80 % delle spese per investimenti, per un massimo di 80mila euro, sostenute nel 2020, per interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, compresi gli interventi edilizi per il rifacimento spogliatoi, mense, realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni; arredi di sicurezza ovvero quelli necessari ad investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e le apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti. È cumulabile, nel limite della spesa sostenuta, con altre agevolazioni. È utilizzabile in 10 anni in compensazione ed è cedibile ad altri soggetti, compresi istituti di credito.

Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro

Credito d’imposta del 60% delle spese sostenute dalle persone fisiche esercenti arti e professioni, e dagli Enti non commerciali, fino all’importo massimo di 60mila euro, per:

  • a) sanificazione degli ambienti nei quali i predetti soggetti svolgono la propria attività lavorativa ed istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  • b) acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  • c) acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  • d) acquisto ed installazione di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di protezione individuale, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  • e) acquisto e all’installazione di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi.

Il credito d’imposta potrà essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2020, ovvero in compensazione con modello F24, fin dal giorno successivo a quello di riconoscimento e senza alcun limite. Il credito d’imposta è esentasse e potrà essere richiesto successivamente all’emanazione di un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della legge di conversione del presente Decreto legge.

 

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L'INAIL, al fine di garantire la ripresa delle attività, successiva alla fase di lockdown, assicurando allo stesso tempo la tutela della salute dei lavoratori e dell’utenza, ha realizzato, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) dei documenti tecnici, per fornire al decisore politico elementi di valutazione sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del nuovo Coronavirus nella fase 2 dell’emergenza sanitaria.
Le pubblicazioni, approvate dal Comitato Tecnico Scientifico, istituito presso la Protezione Civile, si articolano in due parti:
  • la prima parte è dedicata all’analisi di scenario dei settori di riferimento;
  • la seconda pate, invece, è dedicata alle ipotesi di misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione.

I succiati documenti sono scaricabili qui:

La nuova pubblicazione, approvata dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza, punta a fornire al decisore politico elementi di valutazione sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del virus, con l’obiettivo di tutelare la salute dei lavoratori e dell’utenza.

La nuova pubblicazione, approvata dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza, punta a fornire al decisore politico elementi di valutazione sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del virus, con l’obiettivo di tutelare la salute dei lavoratori e dell’utenza.

Le caratteristiche delle attività lavorative in questo settore prevedono una stretta prossimità con il cliente e rappresentano una criticità nell’ottica di gestione del rischio di contagio da Coronavirus.

Fonte: Sito INAIL

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Premessa

Il ritorno progressivo in fabbrica o in ufficio, previsto nella fase 2, deve essere garantito da adeguati livelli di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. È stato redatto a questo scopo il documento tecnico dell’Inail contenente le linee guida per una possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio di coronavirus e delle strategie di prevenzione (scaricabile qui).

Il documento è composto sostanzialmente di due parti:

  • la prima parte riguarda la predisposizione di una metodologia di valutazione integrata del rischio di contagio in occasione di lavoro,
  • la seconda parte concerne le strategie di prevenzione di adottare.

 

Le classi di rischio

Per quanto riguarda la valutazione del rischio vengono prese in considerazioni tre variabili:

  • l’esposizione, ossia la probabilità di venire a contatto con fonti di contagio durante il lavoro,
  • la prossimità, intesa come caratteristica intrinseca di un lavoro tale da non permettere un distanziamento sociale, e
  • l’aggregazione, valutata come tipologia lavorativa che prevede il contatto con soggetti terzi rispetto agli altri dipendenti.

Nella metodologia messa a punto dall’Istituto, ognuna delle variabili sopraddette viene messa in relazione a diversi livelli di rischio e il risultato finale determina l’attribuzione, per ogni attività, delle “classi di rischio per i settori produttivi”, che per l’INAIL «è da considerarsi orientativa per far emergere una consapevolezza integrata dell’attuale scenario di emergenza sanitaria», ma che il Governo potrebbe considerare un parametro di riferimento per il probabile scaglionamento delle riaperture.

 

Le strategie di prevenzione

La seconda parte del documento riprende in buona parte le indicazioni già contenute nel protocollo stipulato dalle parti sociali il 14 marzo, oltre alla necessità di integrare il documento di valutazione dei rischi (DVR) tramite misure organizzative, misure di prevenzione e protezione, misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici.

Tra le misure organizzative si collocano:

  • la gestione degli spazi di lavoro, che vanno rimodulati nell’ottica del distanziamento sociale compatibilmente con la natura dei processi produttivi;
  • l’organizzazione e l’orario di lavoro (si ripropone l’utilizzo del lavoro agile, nei casi in cui sia possibile, e la previsione di orari differenziati che riducano il numero di persone presenti in azienda ed eviti assembramenti in entrata in uscita.

Fra le misure di prevenzione e protezione, si annoverano:

  • misure informative e comunicative;
  • misure igieniche e di sanificazione degli ambienti
  • l’utilizzo di mascherine e Dpi per le vie respiratorie
  • sorveglianza sanitaria e la tutela dei lavoratori fragili. Un tema, quest’ultimo, che conferma la centralità del medico competente nell’identificazione dei soggetti a rischio e nel reinserimento di quelli con pregressa infezione da coronavirus.

Per misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici si intendono l’attivazione delle seguenti procedure:

  • controllo della temperatura corporea sui lavoratori
  • qualora un lavoratore sviluppi sintomi come febbre e tosse: l’obbligo di informare l’ufficio del personale, il quale provvederà al suo isolamento, avvertendo le autorità sanitarie.

E' disponibile la Raccolta delle disposizioni in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e Testo coordinato delle ordinanze di protezione civile, aggiornata al 24 Marzo 2020. Scarica qui il TESTO UNICO COORDINATO COVID-19 del-24-03-2020

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Il 14 marzo 2020 è stato adottato il Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro, relativo a tutti i settori produttivi. Stante la validità delle disposizioni contenute nel citato Protocollo previste a carattere generale per tutte le categorie, e in particolare per i settori dei trasporti e della logistica, si è ritenuto necessario definire ulteriori misure.
Il documento allegato prevede adempimenti per ogni specifico settore nell’ambito trasportistico, ivi compresa la filiera degli appalti funzionali al servizio ed alle attività accessorie e di supporto correlate.

Fermo restando le misure per le diverse modalità di trasporto, si richiama l’attenzione sui seguenti adempimenti comuni:

  • prevedere l’obbligo da parte dei responsabili dell’informazione relativamente al corretto uso e gestione dei dispositivi di protezione individuale, dove previsti (mascherine, guanti, tute, etc.);
  • La sanificazione e l’igienizzazione dei locali, dei mezzi di trasporto e dei mezzi di lavoro deve essere appropriata e frequente (quindi deve riguardare tutte le parti frequentate da viaggiatori e/o lavoratori ed effettuata con le modalità definite dalle specifiche circolari del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità).
  • Ove possibile, installare dispenser di idroalcolica ad uso dei passeggeri.
  • Per quanto riguarda il trasporto viaggiatori laddove sia possibile è necessario contingentare la vendita dei biglietti in modo da osservare tra i passeggeri la distanza di almeno un metro. Laddove non fosse possibile i passeggeri dovranno dotarsi di apposite protezioni (mascherine e guanti).
  • Nei luoghi di lavoro laddove non sia possibile mantenere la distanze tra lavoratori previste dalle disposizioni del Protocollo vanno utilizzati i dispositivi di protezione individuale. In subordine dovranno essere usati separatori di posizione. I luoghi strategici per la funzionalità del sistema (sale operative, sale ACC, sale di controllo ecc) devono preferibilmente essere dotati di rilevatori di temperatura attraverso dispositivi automatizzati.
  • Per tutto il personale viaggiante cosi come per coloro che hanno rapporti con il pubblico e per i quali le distanze di 1 mt dall’utenza non siano possibili, va previsto l’utilizzo degli appositi dispositivi di protezione individuali previsti dal Protocollo. Analogamente per il personale viaggiante (a titolo di esempio macchinisti, piloti ecc..) per i quali la distanza di 1 m dal collega non sia possibile.
  • Per quanto riguarda il divieto di trasferta (di cui al punto 8 del Protocollo), si deve fare eccezione per le attività che richiedono necessariamente tale modalità.
  • Sono sospesi tutti i corsi di formazione se non effettuabili da remoto.
  • Predisposizione delle necessarie comunicazioni a bordo dei mezzi anche mediante apposizione di cartelli che indichino le corrette modalità di comportamento dell’utenza con la prescrizione che il mancato rispetto potrà contemplare l’interruzione del servizio.
  • Nel caso di attività che non prevedono obbligatoriamente l'uso degli spogliatoi, è preferibile non utilizzare gli stessi al fine di evitare il contatto tra i lavoratori, nel caso in cui sia obbligatorio l’uso, saranno individuate dal Comitato per l’applicazione del Protocollo le modalità organizzative per garantire il rispetto delle misure sanitarie per evitare il pericolo di contagio.

SCARICA QUI IL PROTOCOLLO SETTORE TRASPORTI E LOGISTICA

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Il 14 marzo 2020 è stato adottato il Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro, relativo a tutti i settori produttivi. Stante la validità delle disposizioni contenute nel citato Protocollo previste a carattere generale per tutte le categorie, e in particolare per i settori delle opere pubbliche e dell’edilizia, si è ritenuto definire ulteriori misure.

L’obiettivo del presente protocollo condiviso di regolamentazione è fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare nei cantieri l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19 il quale rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione. Il presente protocollo contiene, quindi, misure che seguono la logica della precauzione e seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria. Tali misure si estendono ai titolari del cantiere e a tutti i subappaltatori e subfornitori presenti nel medesimo cantiere.

Fatti salvi tutti gli obblighi previsti dalle disposizioni emanate per il contenimento del COVID-19 e premesso che il DPCM dell’11 marzo 2020 prevede l’osservanza fino al 25 marzo 2020 di misure restrittive nell’intero territorio nazionale, specifiche per il contenimento del COVID — 19, e che per i cantieri, in relazione alla loro collocazione e tipologia, tali misure anche in coerenza con il protocollo sottoscritto il 14 marzo 2020 da CGIL,CISL,UIL CONFINDUSTRIA, RETE IMPRESE ITALIA, CONFAPI, ALLEANZA COOPERATIVE, raccomandano che:

  • sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività di supporto al cantiere che possono essere svolte dal proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • siano incentivate le ferie maturate e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla normativa vigente e dalla contrattazione collettiva per le attività di supporto al cantiere;
  • siano sospese quelle lavorazioni che possono essere svolte attraverso una riorganizzazione delle fasi eseguite in tempi successivi senza compromettere le opere realizzate;
  • siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile in relazione alle lavorazioni da eseguire rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, siano adottati strumenti di protezione individuale. Il coordinatore per la sicurezza nell'esecuzione dei lavori, ove nominato ai sensi del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, provvede ad integrare il Piano di sicurezza e di coordinamento e la relativa stima dei costi.

 I committenti vigilano affinché nei cantieri siano adottate le misure di sicurezza anti-contagio:

  • siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno e all’esterno del cantiere, contingentando l’accesso agli spazi comuni anche attraverso la riorganizzazione delle lavorazioni e degli orari del cantiere;
  • si favoriscono intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Oltre a quanto previsto dal il DPCM dell’11 marzo 2020, i datori di lavoro adottano il presente protocollo di regolamentazione all’interno del cantiere, applicando, per tutelare la salute delle persone presenti all’interno del cantiere e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro, le ulteriori misure di precauzione di seguito elencate - da integrare eventualmente con altre equivalenti o più incisive secondo la tipologia, la localizzazione e le caratteristiche del cantiere, previa consultazione del coordinatore per l'esecuzione dei lavori ove nominato, delle rappresentanze sindacali aziendali/organizzazioni sindacali di categoria e del RLST territorialmente competente.

SCARICA QUI IL PROTOCOLLO SETTORE EDILE

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